Haiti Quel terremoto di 240 anni fa

Lo scorso 12 gennaio sono bastate poche decine di minuti per far sapere al mondo intero che Haiti era stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.
Nel 1770 ci vollero un paio di mesi: portata da Le Beaumont, uno dei più veloci velieri della Compagnia delle Indie, la notizia del disastro del 3 giugno raggiunse Parigi intorno al 31 luglio e da lì cominciò a diffondersi in tutta Europa.
Il 21 agosto la gazzetta di Bologna era già in grado di dare ai suoi lettori un quadro dettagliato della sciagura delle Indie occidentali.La lunga descrizione della gazzetta bolognese delinea un quadro tragicamente simile a quello che vediamo oggi: atterrate «tutte le Case, la Chiesa, le Residenze del Consiglio, del Governo, e dell'Intendenza»; duecento «tra Bianchi, e Mori» sepolti sotto le rovine di Port-au-Prince (un numero solo apparentemente minore delle tremende cifre attuali, visto che la città allora era immensamente più piccola di quanto non sia oggi); distrutti tutti i «Molini di Zucchero» (gli impianti industriali del tempo). E poi gli sconvolgimenti dell'ambiente: il mare che «si alzò per 15 piedi», i fiumi che «sormontarono le loro Rive» le frane distaccatesi dalle montagne «giù pel Mare, e per le pianure». E non manca neanche l'elenco delle città colpite oltre a Port-au-Prince: Leoganna (Léogâne), il grande, e picciolo Goave (Grand Goâve, Petit Goâve), la Croce di Bouguet (Croix-aux-Bouquets), Larcahaye (Arcahaye) e il Bocassino (Boucassin).
Cose di 240 anni fa. Cose dell'altro ieri.

Bibliografia
[Gazzetta di] Bologna (1770). Numero 34, 28 agosto 1770, p. 2.
Prepetit C. (2008). Tremblements de terre en Haïti: mythe ou réalité? Le Matin, n. 33082, 9 octobre 2008.
Vogt J. (2004). A glimpse at the historical seismology of the West Indies, Annals of Geophysics, 47: 465-476.


"Parigi 1 agosto 1770. Essendo giunta al Porto [d]'Oriente anche la Nave della compagnia delle Indie [...] si è ricevuta la Relazione di un orribile Terremoto succeduto nell'Isola di S. Domingo il dì 3 Giugno scorso [1770] alle ore 7, e mezzo della sera; cominciò questi da un rumor sotterraneo spaventevole; nell'atto stesso tutti gli Abitanti del Porto Principe [Port-au-Prince], che erano al passeggio ebbero indizio di Terremoto, [...] la scossa, che durò trè minuti, e che atterrò tutte le Case, la Chiesa, le Residenze del Consiglio, del Governo, e dell'Intendenza. Duecento tra Bianchi, e Mori restarono sepolti tra le rovine in quella Città. Tutti li Molini di Zucchero restarono rovinati. Il Mare si alzò per 15 piedi, e tutti li Fiumi sormontarono le loro Rive. [...] Le scosse succedevansi di quarto in quarto d'ora. La mattina susseguente riconosciutisi gli Abitanti, si ritirarono nelle alture, attorniati dai loro Schiavi. [...] Fino al dì 9 continuarono le scosse. Seguì pure poco dopo la distruzione delle Città di Leoganna [Léogâne], e del grande, e picciolo Goave [Grand Goâve, Petit Goâve]. Tutte le piantagioni di Zucchero delle pianure di Larcahaye [Arcahaye], del Bocassino [Boucassin], e di Leoganna sono state rase. [...] Non sapevasi per anche il succeduto a Capo Francese, ed ad altre Città di quell'Isola; bensì si è rivelato che la Città della Croce di Bouguet [Croix-aux-Bouquets] rimase tutta ingojata con quasi tutti li suoi Abitanti. [...] Il suddetto Terremoto si è sentito anche alla Giamaica, ed alle altre Isole vicine."   ([Gazzetta di] Bologna, 1770.08.21, n. 34)

"[Parigi 1 settembre 1770] Dall'Isola di San Domingo abbiamo la funesta notizia, che dal giorno 20 alli 27 Luglio sopravennero in quell'Isola tante, e così nuove gagliarde scosse di Terremoto che Porto Principe restò affatto ingojato a segno, che di quella Città non rimane più nemmeno una Pietra..."
([Gazzetta di] Bologna, 1770.09.18, n. 38)

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