Terremoti in Romagna e Toscana
Nel weekend di Pasqua la terra ha tremato in Emilia Romagna e in Toscana. La sera del giorno di Pasqua, 16 aprile, alle 23.15 italiane, un terremoto di moderata entità (magnitudo 4.2 sulla scala Richter) ha colpito l'Appennino forlivese. I comuni più vicini all'epicentro e maggiormente interessati dalla scossa sono stati Premilcuore, Portico e San Benedetto, Galeata, Santa Sofia (le scuole dell'area partecipano al progetto EDURISK fin dal suo avvio, in fase sperimentale, nell'anno scolastico 2003-2004). Non sono stati segnalati danni di rilievo, ma solo un po' di paura tra la popolazione. La scossa è stata avvertita un po' in tutta la Romagna e in diversi centri appenninici delle province di Firenze, Arezzo, Pesaro-Urbino. La zona interessata dal terremoto di Pasqua è soggetta ad una sismicità intensa e frequente. L'ultimo evento significativo risale al 26 gennaio 2003, quando due scosse di magnitudo di poco superiore a quest'ultima del 16 aprile 2006 causarono danni nella zona di Santa Sofia, soprattutto nella frazione Spinello. A circa 24 ore dall'evento in Romagna, la sera del giorno di Pasquetta, 17 aprile, alle ore 23.43 italiane, un altro terremoto di moderata entità (magnitudo 4.1) ha colpito la città di Livorno. L'epicentro è stato localizzato pochi chilometri a nord-ovest del capoluogo labronico, nel tratto di mare antistante le località di Tirrenia e Marina di Pisa, dove esiste una nota faglia attiva che in passato ha generato numerosi eventi sismici, per lo più analoghi a questo del 17 aprile, ma in qualche occasione anche più forti. A Livorno e in alcuni centri costieri la scossa è stata molto forte e ha causato panico fra gli abitanti, molti dei quali si sono riversati nelle strade e nelle piazze. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche a Pisa e, più o meno leggermente, in molte località della Toscana occidentale e settentrionale. L'ultimo forte periodo sismico nell'area risale all'aprile 1984 (anche allora proprio nei giorni della Pasqua), con scosse che si protrassero per vari giorni e causarono alcuni danni lievi soprattutto a Tirrenia e Marina di Pisa. Un altro importante periodo sismico avvenne ai primi di aprile del 1950, con danni abbastanza seri nella località Gabbro, sulle colline livornesi, e più leggeri nel capoluogo. Storicamente, invece, va ricordato il terremoto del 27 gennaio 1742, che fu avvertito in quasi tutta la Toscana (all'epoca sotto il Granducato dei Lorena): a Livorno danneggiò molti edifici e generò un piccolo maremoto che inondò il porto e alcune vie della città.
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