
Tra le tracce che un terremoto distruttivo lascia
nel paesaggio naturale e costruito, la più
vistosa è l’abbandono o il trasferimento
di interi abitati, a volte improvvisa e drammatica
conseguenza di un intreccio tra terremoto e altre
calamità (frane, alluvioni), a volte scontato
ultimo atto di una lenta decadenza in cui il terremoto
ha solo il ruolo del colpo di grazia.
Quando una comunità abbandona un sito per andare a reinsediarsi altrove (e non importa se ciò capiti al termine di un lungo processo o di un trauma improvviso) avviene un fenomeno di grande portata storica, culturale e antropologica: a volte si soffre la perdita - totale e tanto più drammatica quanto più improvviso è l’abbandono – di un intero patrimonio di storia e di cultura; altre volte si conserva e tramanda, attraverso memorie e consuetudini, un legame duro a morire tra la vecchia e la nuova vita.
In ogni caso, gli insediamenti abbandonati sono tra le testimonianze più spettacolari della fragilità del nostro territorio e si prestano con particolare immediatezza a illustrare il rapporto strettissimo che esiste tra un dato territorio e la sismicità che lo caratterizza.
Un viaggio alla riscoperta di questi fantasmi del nostro passato è un’occasione unica per recuperare pezzi del nostro patrimonio storico-culturale, antropologico, fisico e urbanistico e per approfondire la nostra conoscenza del paese in cui viviamo.
Il progetto EDURISK ha fatto un censimento degli insediamenti italiani abbandonati a seguito di terremoto e realizzato un prototipo di itinerario virtuale che ha per soggetto diciassette insediamenti della Sicilia, una delle regioni dove il fenomeno dell’abbandono postsismico ha lasciato tracce più significative. Per ognuno dei siti prescelti sono state svolte una vasta campagna di documentazione fotografica e un'accurata ricerca storica ed è stata realizzata una "scena" virtuale con la tecnica QuickTime Virtual Reality.
Il risultato dell’operazione è un prodotto multimediale (DVD-Rom) ) dal titolo "Terremoti e città fantasma in Sicilia, un viaggio attraverso i luoghi della memoria", che propone un viaggio virtuale nella storia sismica siciliana, attraverso le tracce degli effetti distruttivi di alcuni terremoti del passato (1693, 1783 e 1968). Il DVD è stato ideato come strumento di formazione destinato agli studenti della scuola secondaria di 2° grado e al pubblico adulto in genere; la sua distribuzione e sperimentazione all’interno di progetti formativi è prevista per i prossimi mesi.
Nel corso del progetto si prevede di realizzare ulteriori itinerari virtuali per altre aree del territorio nazionale.
Gli esempi sottostanti di visite virtuali di località danneggiate da terremoti del
passato (in un caso, Polla, la visita è doppiamente virtuale in quanto
si tratta di una semplice elaborazione di una foto storica) utilizzano
la tecnica QuickTime Virtual Reality, attraverso la quale è possibile
documentare in modo particolarmente completo una situazione reale e
renderla esplorabile, liberamente, dal proprio computer.
Gli esempi sono limitati ad un unico punto di ripresa dal quale è possibile ruotare il campo visivo e ingrandire un qualsiasi particolare, ma questa
tecnica è utilizzata nel DVD per realizzare scene complesse, all'interno delle quali è possibile muoversi interattivamente.
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