L’attività di sperimentazione
è molto importante, perché consente di
verificare l’efficacia dei percorsi educativi
per la riduzione del rischio. La campagna di sperimentazione
si articola in una serie di iniziative formative per
gli insegnanti, che sono i protagonisti principali del
progetto, in quanto mediatori culturali privilegiati:
gli unici in grado di trasformare una ipotesi di lavoro
(un concetto, un lavoro di ricerca, un’esperienza)
in pratica educativa. Agli insegnanti proponiamo un
corso di formazione, incontri monotematici di approfondimento,
e un sistema di formazione e supporto a distanza attraverso
il web e le newsletter del progetto.
Agli insegnanti chiediamo di sviluppare
in classe un percorso didattico sulla riduzione del
rischio, scegliendo e adattando alle singole situazioni
alcune unità di apprendimento esemplificate dalla
guida del kit “Se arriva il terremoto” e
dalla guida “A prova di terremoto”.
La proposta è indirizzata non
solo gli interlocutori tradizionali di iniziative formative
sul rischio (responsabili della sicurezza, insegnanti
di discipline scientifiche), ma a TUTTI gli insegnanti,
con una particolare attenzione per le discipline dell’area
letteraria, storica e antropologica: l’esperienza
del rischio ha implicazioni molto complesse, che richiedono
il coinvolgimento di aspetti cognitivi, l’acquisizione
di abilità personali e di capacità di
rapportarsi a situazioni e contesti diversi.
La sperimentazione si chiude con il
processo di valutazione finale, per verificare l’efficacia
dei percorsi educativi, condividerne i risultati e individuare
le strategie formative migliori.
Nell’A.S. 2003-04 è partita
la prima sperimentazione didattica su 13 Istituti Comprensivi
italiani, nelle regioni Friuli-Venezia Giulia, Emilia
Romagna e Calabria, con il coinvolgimento di 185 insegnanti
e 2367 alunni. A partire dal 2004 la sperimentazione
è stata estesa ad altri Istituti Comprensivi,
di cui è possibile trovare un elenco completo
ed aggiornato nell’area
riservata agli insegnanti.
Fino ad oggi hanno partecipato al progetto
62 Istituti Comprensivi o Direzioni Didattiche delle
regioni Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna,
Toscana, Umbria, Marche, Campania, Calabria e Sicilia,
con il contributo di circa 950 insegnanti e 18.500 alunni.
|